Privato o pubblico?

Da sempre abbiamo in testa il concetto privato = efficienza.

Pensiamo che i privati, di qualsiasi attività si parli, siano molto più efficienti e ci diano molti più servizi.

 

Gestione dei Rifiuti Privata o Pubblica?Pensiamo alle scuole: le persone benestanti portano i proprio figli alle scuole private, pagando cifre esorbitanti ogni mese; chi invece percepisce uno stipendio “normale” li porta alle comunali.

Pensate che le insegnanti delle prime siano più competenti delle seconde? Credete che nei privati gli insegnamenti siano maggiori rispetto alle comunali? La risposta è assolutamente No!

La differenza che c’è tra le due tipologie è solamente il costo. Le scuola private costano di più perché aggiungono ai normali costi di gestione il proprio margine di profitto ( almeno il 15%) e tutte le eventuali spese che la struttura deve sostenere.

 

Questo discorso è lo stesso per gli infermieri e per i medici. Un infermiere e un medico privato sono più preparati e competenti di quelli della sanità pubblica? Non credo proprio.

Ma noi purtroppo crediamo il contrario.

Negli ultimi anni non c’è stato settore del pubblico di cui non sia stata tentata la privatizzazione, ci hanno provato anche con la protezione civile.

 

Nel caso della liberalizzazione di gas e luce c’è stato addirittura un sostanziale aumento delle bollette: 12,8% sull’elettricità e il 2% sul gas.

E questo non ci ferma a sottoscrivere contratti non convenienti.

 

E per quanto riguarda i servizi sulla raccolta differenziata?

 

Anche in questo campo esistono servizi pubblici e servizi privati. Quali funzionano meglio? Quali danno maggiori profitti?

Qui si immagino risposte in coro come “Ovviamente i privati!”. Invece vi sbagliate. Sì perché le migliori esperienze europee nei servizi di raccolta sono di società e consorzi pubblici italiani.

Si, avete sentito bene, l’Italia, anche se fatica a raggiungere il 40% di raccolta differenziata corretta, e il dato è alquanto basso purtroppo, vasta di servizi di eccellenza, livelli di raccolta elevatissimi, bilanci in utile e tariffe eque.

 

Ma perché noi italiani non difendiamo quello che è considerato da resto del mondo il miglior modello di gestione dei servizi?

A questo non c’è risposta chiara.

 

Scelta importantissima e con risultati eccellenti è stata quella di adottare la raccolta differenziata porta a porta con codice a barre per evitare una separazione scorretta.

Questa tecnica ha ridotto a 414 kg di rifiuti l’anno per abitante rispetto ai 532 della media italiana. Quello che rimane finisce in discarica. Ma è poco meno di 92 kg a testa l’anno rispetto i 346 della media nazionale. Solo che non è stato adottato da tutti i paesi italiani, sono ancora molti i comuni che hanno i secchi unici, addirittura la capitale.

 

Se la domanda che vi viene da fare è “Ma quanto costa un servizio così accurato?” non preoccupatevi. La risposta è semplicissima: molto meno rispetto ai servizi normali.

Se vogliamo parlare di numeri allora pensate che questo servizio costa in media 162 euro a famiglia rispetto ai 240 euro senza servizio porta a porta.

 

Il paradossale numero è giustificato da fatto che, facendo una corretta raccolta, i rifiuti vengono riciclati e utilizzati per fornire energia elettrica, senza la differenziata non verrebbe riutilizzato nulla ma si dovrà incenerire tutto e creare nuove discariche.

Quindi ricordateti che la gestione pubblica dovrebbe essere sempre la prima scelta e mai l’alternativa.