Per definizione il rifiuto è “qualsiasi sostanza ed oggetto derivante da attività umane o da cicli naturali, abbandonato o destinato all’abbandono”.

Ma la legge dice che “è severamente vietato l’abbandono, lo scarico e il deposito incontrollato dei rifiuti in aree pubbliche e private soggette ad uso pubblico. In caso di inadempienza, sia per motivi sanitari, igienici ed ambientali, il sindaco è obbligato a disporre con ordinanza lo sgombero di suddette aree. E’ di fatto vietato scaricare rifiuti di qualsiasi genere in acqua pubblica e privata”.

E allora dove vanno a finire i rifiuti?

Esistono le famose discariche controllate, ovvero grandissime buche nel terreno impermeabilizzate sia sul fondo che sulle pareti, sia in maniera naturale, con argilla, che sintetica, con teli di plastica.

Questo passaggio è necessario per evitare che l’acqua, diventando nociva al solo contatto con i rifiuti stessi, filtri nel sottosuolo e inquini il terreno e le falde acquifere.

I rifiuti prima di essere depositati nelle discariche subiscono alcune lavorazioni, ossia vengono compattati per ridurre al minimo il loro volume. Poi vengono ricoperti di materiale inerte, come terriccio e humus, per ridurre quanto più possibile la fuoriuscita dei cattivi odori. L’effetto finale sarà una specie di “millefoglie”.

Ma una discarica non è per sempre!

Quando è piena non è possibile ampliarla e va chiusa. Come? Ricoprendola in superficie con uno strato di terriccio, di drenanti e di barriere impermeabilizzanti.

Che succede ai rifiuti nella discarica chiusa?

Sicuramente non rimarranno intatti come le mummie dei faraoni, ma subiranno delle trasformazioni.

Innanzitutto i rifiuti si degradano con i batteri presenti, poi si formano dei gas, più precisamente i “biogas”, che occupano il 50% del volume totale.

Dove vanno i rifiuti?

Nel primo caso il biogas è il responsabile del riscaldamento globale e, se finisce nel sottosuolo, arriva alla abitazioni private sotto forma di esplosivo. Basterà una semplice scintilla per far esplodere tutto.

 

Estrarlo è di fondamentale importanza in quanto può creare sia danni ambientali e risvolti economici.

 

Dove vanno i rifiuti?

Non sfruttare questo gas però potrebbe essere un vero spreco. Il biogas non è nient’altro che il metano, o meglio il “biometano”, fonte di energia elettrica e termica. Inoltre può essere usato come carburante per veicoli, prodotto ecologico e non inquinante, magari usato proprio dai mezzi pubblici o camion per la raccolta differenziata entrando in un vero e proprio circolo virtuoso.

 

Il liquido che si forma nelle discariche, detto anche percolato, è ricco di sostanze tossiche e di metalli inquinanti, perciò prima di disperderlo nell’ambiente deve essere assolutamente depurato.

Una discarica chiusa è una  di rifiuti riciclabili come plastica, ferro, alluminio e rame, a volte anche meglio in quanto sono presenti materiali che in natura non esistono come l’acciaio.

Approfittiamo della ricchezza che abbiamo, non trattiamo i rifiuti come rifiuti ma come materie prime per un nuovo ciclo produttivo.